Costituzione

Il voto referendario tra governance e sovranità

14.11.2016

In uno scenario in cui i diritti degli individui contano più di quelli dei popoli, la sovranità popolare si conferma la grande assente di questo tentativo di riforma costituzionale, improntata alla esigenze della governance, dell'efficientismo e del risparmio, parole che rimandano a una grammatica della finanza, del Mercato e non già della politica. In Italia abbiamo un'infinità di leggi e francamente non si sente la necessità di leggi “più veloci”, ma di leggi migliori, più giuste, che guardino più al bene comune che agli interessi particolari individuali o di gruppi, che siano ispirate alla tutela dell'interesse nazionale e della cittadinanza e non delle agenzie di rating, degli speculatori e di chi è più sensibile a quel che “chiede l'europa” rispetto a quel che chiede il proprio popolo.

Referendum, le Ragioni del No. Intervista a Luigi Di Maio: "Non è una riforma, ma una manovra propedeutica allo sfaldamento del nostro tessuto democratico"

07.11.2016

Basta dare un'occhiata ai testimonial di questa riforma: prima si è spesa per il "sì" la JpMorgan, poi Obama, qualche giorno fa la Merkel attraverso il suo ministro degli Interni. Insomma, che sia Berlino a dare la sua benedizione è tutto dire. La Merkel aveva benedetto anche il Jobs Act di Renzi, infatti oggi i numeri Inps ci dicono che il mercato del lavoro è stagnante e l’unica cosa che cresce in Italia è la libertà di licenziare i lavoratori: tra gennaio e agosto 2016 i licenziamenti sono aumentati del 4,7%. Non dobbiamo stupirci, gli interessi di Usa, banche e dei Paesi del nord Europa sono inversamente proporzionali a quelli dei cittadini italiani ed erodono la nostra sovranità. Di recente la banca privata svizzera Julius Bauer in uno studio ha analizzato il risparmio e quindi la ricchezza degli europei nel periodo compreso tra il 2007 (poco prima della grave crisi mondiale) e il 2013. Il quadro che è emerso ci dice che gli italiani si sono impoveriti del 7%, mentre i tedeschi sono diventati più ricchi del 18%. Questo significa che il trend economico degli ultimi anni è risultato, ovviamente, favorevole a Berlino e sfavorevole al nostro Paese. Ecco, seguendo questi numeri, secondo voi perché Berlino tifa "sì" al referendum?

 

Referendum, le Ragioni del No. Intervista a Stefano Caldoro: "E' una riforma che spacca il paese e penalizza il Sud"

29.10.2016

Le modifiche all'articolo 119 della Costituzione sanciscono di fatto la differenza tra nord e sud, il rischio è l'aumento del divario. Se analizziamo le modifiche all'articolo nel testo è previsto che 'con legge dello Stato sono definiti indicatori di riferimento di costo e fabbisogno che promuovo condizioni di efficienza nell'esercizio delle medesime funzioni'. Una disposizione di finanza regionale, una modifica che sancisce costituzionalmente la differenza tra Nord e Sud. Una differenza in base alla quale costi e fabbisogni del Nord diventano punto di riferimento. Una parte del Paese manterrà risorse in danno di altre. Così non cresce l'Italia, non si favorisce la competitività.