Clinton

Il grande imbroglio della "femminista" Hillary Clinton

17.11.2016

Che la sconfitta di Hillary Clinton sia una sconfitta per tutte le donne è grottesco: è una mistificazione della realtà inaccettabile. Non è il sessismo, ma la generalizzazione a essere un pericolo sempre presente: il sillogismo secondo cui "Hillary è una donna e dunque rispecchia  il pensiero di tutte le donne" ovviamente non sta in piedi. Chi lo ha deciso che le donne, in quanto tali debbano essere sempre perfetti esempi e per questo motivo accettate e seguite da tutte le altre donne? Se vogliamo vincere una battaglia contro il sessismo è l'ora di  ammettere di essere tutte diverse, dalle diverse opinioni e sensibilità. E che quella con gli uomini non deve essere una battaglia. Forse è questo l’unico obiettivo che una donna, femminista o meno, dovrebbe avere. 

Usa. Tra il Narciso e la Bisbetica, ha vinto il Narciso.

09.11.2016

Il giorno prima delle elezioni, sul Tg di Sky, Furio Colombo, dichiarandosi grande conoscitore degli Usa, assicurava che alla fine gli americani avrebbero usato la ragione e avrebbero votato Hillary. Una replica delle previsioni che tutti gli analisti e opinion leader che avevano fatto la passerella nei talk show televisivi avevano fatto prima del voto sulla Brexit. L’assunto è che la posizione ragionevole è quella che pretende l’establishment occidentale, quindi se uno è ragionevole non può che votare come dicono loro. Invece, come sentiamo dire dai commentatori del giorno dopo – che non ne azzeccano una – ha prevalso anche negli Usa “la rozzezza e l’ignoranza”. I radical chic di New York, Los Angeles e San Francisco, pare non rappresentino gli americani così come i designer di moda di Londra non rappresentano la massa dei lavoratori, disoccupati e pensionati britannici. Forse i Tg dovrebbero cambiare analisti e commentatori.