Corea del Sud: uno scandalo travolge la Presidente della Repubblica

Venerdì, 4 Novembre, 2016 - 14:30

La presidente sudcoreana, Park Geun-hye, ha assunto personalmente la responsabilità del grave scandalo che minaccia la sopravvivenza del suo governo, e si è detta pronta a un 'indagine indipendente in merito alla presunta influenza esercitata sul suo mandato da una setta religiosa.

Rivolgendosi al paese oggi, con un discorso trasmesso dalle reti televisive nazionali, Park ha ammesso che lo scandalo che ha travolto la sua amministrazione "è tutta colpa mia, una mia responsabilità", ma ha negato che il suo operato pubblico sia stato eterodiretto. "Se necessario, sono pronta a consentire un'indagine dei procuratori, e anche ad accettarne una da parte di un consesso indipendente", ha detto la presidente.

La scorsa settimana Park ha ammesso di essersi affidata a Choi Soon-sil, figlia del leader di un culto religioso e sua confidente, per definire alcun interventi pubblici e per non meglio definite questioni di "pubbliche relazioni". Nei giorni successivi, indiscrezioni rilanciate dai media nazionali hanno suggerito un'influenza ben maggiore del culto sull'operato del capo di Stato: Choi avrebbe avanzato raccomandazioni in merito a documenti e politiche governative, influenzato la nomina di funzionari e consiglieri presidenziali e persino dettato il guardaroba della presidente.

Le ultime rivelazioni hanno scatenato la rabbia dell'opinione pubblica, che alla presidente non ha mai perdonato l'incidente del traghetto a Seul, che nel 2014 ha causato la morte di oltre 300 persone. Mentre si moltiplicano le richieste di dimissioni e incriminazioni, a dispetto dell'immunità di cui gode la presidente, gli ultimi sondaggi attribuiscono a Park una percentuale di consensi di appena il 5 per cento, il più basso mai toccato da un presidente nella storia contemporanea del paese.

Choi è stata arrestata ieri con le accuse di abuso di autorità e frode, e al momento si trova in stato di custodia cautelare. Mercoledì sera le autorità avevano arrestato anche uno dei più influenti segretari presidenziali di Park, accusato di aver estorto donazioni per 70 milioni di dollari.