COLOMBIA: PROLETARIATO URBANO E LATIFONDISTI DECISIVI PER IL TRIONFO DEL NO ALL'ACCORDO DI PACE TRA GOVERNO E FARC

Martedì, 4 Ottobre, 2016 - 10:15

Più della metà dei dipartimenti in Colombia ha votato "sì" agli accordi di pace tra governo e Forze armate rivoluzionarie (Farc) nel referendum di domenica scorso: in totale, 19 su 32. Non è stato sufficiente: il voto contrario di Antioquia, Santander, Norte de Santander e Cundinamarca è bastato a costringere il paese a tornare al tavolo dei negoziati. Degli oltre sei milioni di elettori che hanno detto "no" agli accordi di pace, queste regioni hanno contribuito con più di due milioni. "Le aree urbane sono state decisive per l'esito del voto", ha spiegato Ariel Avila, analista politico della Fondazione Pace e Riconciliazione. "Le classi sociali meno abbienti che trascorrono 18 ore di lavoro al giorno e quasi non hanno avuto il tempo di informarsi, i ceti medio-bassi e la classe dei ricchi agrari hanno detto no", ha aggiunto Avila. I latifondisti colombiani hanno diffuso il messaggio che con il presunto arrivo del socialismo in Colombia la "proprietà privata è in pericolo". La campagna per il "no", basata sulla paura che il paese si stia dirigendo verso ciò che gli oppositori chiamano "castrochavismo venezuelano" è riuscita quindi a convincere gli elettori. In buona parte della popolazione è diffusa inoltre la convinzione che Rodrigo Londono, alias Timoshenko, il leader delle Farc, sia "un uomo potente che diventerà presidente nel 2018". Non hanno infine aiutato la bassa popolarità del presidente Juan Manuel Santos e la cattiva immagine dei guerriglieri dopo mezzo secolo di guerra.