Il Montenegro sceglie

17.10.2016

Durante le elezioni parlamentari il popolo del Montenegro ha scelto la vita senza la NATO e l'UE.

I risultati

Nonostante il fatto che i risultati ufficiali dovevano essere pubblicati al mattino, essi non sono ancora noti. Tuttavia, i partiti, le organizzazioni pubbliche e i media danno un'idea di come sono stati distribuiti i voti.

Il partito del primo ministro Milo Djukanovic, che ben noto da suoi legami con le bande criminali, contrabbandieri e Washington, ha ricevuto circa il 40% dei voti, che è il 10% in meno rispetto alle elezioni precedenti. Ma comunque questo gran numero è possibile solo perché Djukanovic controllava tutte le risorse amministrative. I dipendenti pubblici del Montenegro sono stati obbligati a votare per il partito di Djukanovic.

I suoi avversari del "Fronte Democratico" hanno ricevuto oltre il 20%, ed i loro colleghi dalla grande coalizione "Chiave" circa il 11%. 10% hanno preso i democratici, guidati da Alex Becici.

I socialdemocratici del Montenegro e i socialdemocratici di Ranko Krivokapic sono riusciti a superare la barriera elettorale. Quattro seggi nel Parlamento è probabile hanno ottenuto i rappresentanti delle minoranze nazionali: il Partito Boshniato, passando la soglia elettorale del 3,3% dei voti e le coalizioni "Albanesi stanno determinando", "Coalizione Albanese" e "Iniziativa civile croata", che hanno superato la barriera per i partiti di minoranza, che è solo 0,35%.

Così, l'opposizione che a favore di risolvere la questione dell’adesione alla NATO attraverso un referendum, ha ricevuto la maggioranza nel parlamento.

Le provocazioni e violazioni

Durante le elezioni in Montenegro sono stati arrestati 20 cittadini della Serbia, tra quali l'ex capo della gendarmeria Bratislav Dikich. Tutti loro sono accusati nella preparazione di rivolte di massa, che presumibilmente sono state organizzate per essere fatte durante l'annuncio dei risultati delle elezioni al fine di eliminare il primo ministro Djukanovic.

Una fonte di "Katechon" in Montenegro ha riferito che l'arresto è stato una sorpresa, perché Dikich era nella stessa banda criminale con Djukanovic. Inoltre, i detenuti sono collegati con il Primo Ministro serbo Vucic, che attraverso i suoi media controllati ha detto che la Serbia non ha l’informazione della detenzione di civili serbi e, molto probabilmente, questo è una provocazione con l’obiettivo di influenzare sulle elezioni e offuscare i partiti pro-serbi.

Tuttavia, è difficile da credere nella provocazione effettuata da una forza sconosciuta, ma il fatto che l'arresto è stato fatto solo per offuscare le forze pro-serbe e anti-NATO non può essere messo in discussione.

Inoltre, durante il conteggio dei voti in Montenegro sono stati bloccati i messengeri e servizi di messaggistica istantanea. L'Agenzia per le comunicazioni elettroniche e dei servizi postali, ha affermato direttamente che il blocco è stato verificato per contrastare la "comunicazione indesiderata con gli utenti".

Ricordiamo che durante il giorno delle elezioni è arrivata la notizia di aver corrotto i membri della commissione elettorale, e ancora prima, il Ministro degli Affari Interni del Montenegro, Goran Danilovic, ha rifiutato di approvare la lista elettorale a causa della sua inaffidabilità. Secondo il Ministero dell'Interno, lì erano presenti "anime morte" e i cittadini che non hanno diritto di voto. La lista elettorale non è stata specificata, ma il primo ministro ha insistito sulla sua approvazione.