HILLARY CLINTON È LA GUERRA, TRUMP È LA LIBERTÀ

09.11.2016

L'8 novembre 2016  è il destino del genere umano. La questione è molto chiara: vogliamo la guerra o la pace? Gli Stati Uniti sono l'unica iper-potenza mondiale, e oggi stanno per essere tenute le elezioni presidenziali nel Paese. Oh, e che elezioni importanti! Per la prima volta da molti decenni, i due candidati incarnano due percorsi alternativi di sviluppo per gli Stati Uniti e, di conseguenza, per l'intera umanità.

Hillary Clinton rappresenta la strada del globalismo, del mondo unipolare, e la continuazione della politica di egemonia degli Stati Uniti. Nelle circostanze attuali, in cui il potere americano sta crollando in tutte le regioni del mondo, una vittoria della  Clinton significa automaticamente “guerra” - guerra contro tutti coloro che si oppongono all’egemonia degli Stati Uniti e che vorrebbero un mondo multipolare al posto di quello unipolare. Hillary Clinton rappresenta il vecchio ordine mondiale, quello che si è formato nei primi anni ‘90 del Novecento. Questo ordine sta volgendo al termine, ma non vuole essere portato al termine. E questo significa dunque “agonia”. L'agonia di un piccolo Stato o di una nazione è una cosa, è spaventosa e pericolosa o addirittura tossica; l'agonia di un’iper-potenza mondiale è invece una sfida mostruosa per il mondo intero e per tutta l'umanità. È come un titano che cade nell'abisso. Esso può facilmente trascinare insieme a sè tutti gli altri. In realtà la Clinton è una candidata realmente “posseduta”, e questo non solo in virtù delle sue qualità personali, quanto piuttosto per la sua ossessione personale che riflette la follia delle élite globaliste. Esse ancora governano il mondo, ma il loro tempo sta per scadere. Esse non attirano a sé o seducono più nessuno. La gente obbedisce loro solo per paura e debolezza. Hillary Clinton è l'immagine della folle “Grande Madre Cibele” che castra i suoi amati. Ella porta con sé l'elemento matriarcale di un terrore che esige sottomissione senza garantire nulla in cambio. Clinton significa “guerra” in sé.

Donald Trump è l'America che abbiamo quasi perso di vista. Si tratta di un Paese enorme abitato da gente rustica, ingenua e volitiva, in cui ognuno è impegnato nei propri problemi personali, nel portare avanti affari o imprese, lavoro e divertimento, ma sono tutti sostenitori di Trump per una sola ragione: vogliono sentirsi liberi. Questo è tutto.
I sostenitori di Trump sono i personaggi del romanzo di Ken Kesey “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, i pazienti di una clinica psichiatrica governata dalla  “Grande Madre”, la capo-infermiera Mildred Ratched - “Grande Infermiera” e “Grande Madre”. Essi vedono che l'elite globalista di Wall Street, i maniaci del sistema della Federal Reserve e gli ultra-liberali, stanno privando gli americani comuni di ciò che è più importante per loro: la propria identità. Come ha detto Patrick Buchanan, l'America ha soggiogato il mondo, ma ha perso se stessa. L'unica via d'uscita per la vera America, l'America della libertà, è la riscoperta della democrazia diretta e della dignità. Questo rappresenta Donald Trump. In lui c'è speranza di ottenere la pace con gli altri popoli, il ritorno a casa degli americani nella loro "città sulla collina", che da tempo avevano perso di vista, dimenticato e abbandonato a causa delle politiche dell’elite transnazionale, dei neocon e degli strateghi globalsti del CFR [Council on Foreign Relations, ndt] che non si preoccupano dei destini dell'America. L’America di Trump è un'America che vuole tornare alle proprie radici, un'America concentrata sulla propria situazione interna e che rinuncia all'egemonia e alle strategie di globalizzazione. Tale America potrebbe diventare non solo un compagno di strada, ma un amico sincero di tutte le nazioni e di tutti i popoli. Trump è il Randle Patrick McMurphy del romanzo di Ken Kesey “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Questi si ribellò alla “Grande Infermiera” al fine di liberare tutti gli altri. Egli li ha incoraggiati ad avere fiducia in se stessi e a liberarsi della paura della  “Grande Madre dalla magia nera”.
La battaglia di Trump contro Hillary è anche un dramma psicanalitico. È lo scenario del maschio patriarcale indipendente e libero che lascia dietro di sé l'incantesimo castrato della femminilità aggressiva e dura.

L’America di Trump è un'America di uomini rustici e goffi, ma molto affascinante.

Oggi si decide tutto. La vittoria di Hillary potrebbe significare la fine del mondo. Ci si deve preparare anche a questa eventualità. Ella è diventata ostaggio delle forze che hanno investito su di lei. Molto probabilmente, è irrimediabilmente malata ed è mantenuta in piedi solo da farmaci potenti e dal doping. Ma questo non cambia nulla. Il diavolo in persona governererebbe l'America, e in parte il resto del mondo, da dietro la sua schiena. La situazione è sempre la stessa: le streghe non sono poi tanto terrificanti quanto il loro stesso “Signore nero”. Il Vangelo dice che la perversione entrerà in tutto il mondo, ma guai a colui per mezzo del quale ciò avverrà.

La vittoria di Trump significa un riavvio completo del sistema globale. L’America sarà di nuovo grande, ma non sarà l'unico polo di governo. Questo significa che gli americani e gli altri popoli godranno della propria libertà. E il nome di questa libertà è quello di Donald Trump.

In ogni caso, da domani il mondo sarà un posto diverso, e cioè o molto peggio di quello che è adesso o molto meglio. Ma solo una cosa è chiara: il mondo non sarà mai più lo stesso.