Political philosophy

Cibele risorge nel 21° secolo

26.01.2017

La "Marcia delle donne" tenutasi l'altro ieri [20 gennaio] a Washington può essere interpretata a vari livelli. Il primo è politico.

Spaesamento

23.01.2017

La cultura di un territorio e dei suoi borghi  è viva e vitale finchè è forte l’epos che la fonda e la nutre, trasformando questo territorio  in ethos, “il posto da vivere”.

Lungo il crinale di un Secolo

22.12.2016

L’afflato romantico tedesco, nella patria dello “Sturm und Drang”, dell’impeto e della passione, conduce nel primo novecento diversi studiosi a considerare con attenzione, e desiderio di nuove frontiere la cultura marxista, mettendone in luce i vuoti e le incongruenze, le inibizioni e le incapacità, ripartendo dai concetti lontani, primitivi, trascurati del “volk”, ossia in una sola parola evocativa, della stirpe e delle tradizioni, di una sorta di timbro indelebile che unisca le generazioni, affidando al futuro un messaggio di risveglio, di inconsueta coesione, risolvendo il problema del conflitto sociale con un approccio differente ed eretico.

Gottfried Benn: espettorazioni dell'anima

22.12.2016

La dolcezza dell’espressione benniana, lo smalto sul nulla, non deve trarre in inganno: quello che lui propone è uno sforzo faustiano e sovrumanista volto a piegare la realtà ad un ideale. Non a caso egli prende spunto da un aforisma di Nietzsche che si trova ne La volontà di potenza: “Una visione antimetafisica del mondo, va bene – ma allora una visione artistica”, che successivamente così declina nel saggio sopraccitato: “Quindi valori estetici in Germania, Artistik nietscheana in un Paese dove per natura si sogna già tanto e tanto torbidamente? Sì, la coltivata assolutezza della forma, il cui grado di purezza lineare e di immacolatezza stilistica non dovrebbe essere peraltro inferiore al grado di perfezione contenutistica di anteriori epoche culturali, addirittura fino ai gradi raggiunti davanti alla coppa con la cicuta e davanti alla croce -, sì, solo dalle estreme tensioni del formale, solo dal più estremo potenziamento dell’elemento costruttivo che giunge sino al confine dell’immaterialità, si potrebbe plasmare una nuova realtà etica – oltre il nichilismo!”.

La Tradizione italico-romana quale controparte operativa delle opere e della vita di Julius Evola. Parte seconda

16.12.2016

"Chiunque ha in sé, latente o in atto, la possibilità di portare un contributo concreto, non importa di quale entità, alla costruzione di un ponte tra due epoche, quella attuale, che esiste nel segno della decadenza e l'altra, posta nel futuro, di una possibile rinascita, ha il dovere assoluto, categorico e impersonale di attivarsi. Non c'è giustificazione o comprensione ma inesorabile condanna per coloro i quali, avendone la possibilità, non combattono e per inerzia si lasciano andare masochisticamente ad un pigro fatalismo. Coscienti di ciò, un piccolo gruppo di persone accettò il compito arduo, superiore forse alla singole possibilità, ma improcrastinabile, di riaccendere visibilmente il Fuoco di Vesta e di custodirlo in Roma. Da oltre trenta secoli il Centro del mondo è in Roma, una Roma intesa non come capitale di un impero, sede di un particolare potere religioso, o come informe megalopoli moderna, bensì quale preciso punto focale di quella geografia sacra che gli antichi conobbero e che non ha nulla da spartire con quella moderna con la quale ha in comune solo il nome. Luogo di forza massimo, punto d'incontro tra Cielo e Terra, Porta attraverso cui passano e hanno modo quindi di manifestarsi influenze spirituali, in Roma si incentra ogni inizio ed ogni fine". 

 

E' sempre tempo d'eroi

09.12.2016

Il guerriero porta se stesso oltre ogni limite. Supera ogni dimensione umana, dominando ogni sforzo, ogni rinuncia, ogni sacrificio ed ogni ostacolo.