Spengler

Lungo il crinale di un Secolo

22.12.2016

L’afflato romantico tedesco, nella patria dello “Sturm und Drang”, dell’impeto e della passione, conduce nel primo novecento diversi studiosi a considerare con attenzione, e desiderio di nuove frontiere la cultura marxista, mettendone in luce i vuoti e le incongruenze, le inibizioni e le incapacità, ripartendo dai concetti lontani, primitivi, trascurati del “volk”, ossia in una sola parola evocativa, della stirpe e delle tradizioni, di una sorta di timbro indelebile che unisca le generazioni, affidando al futuro un messaggio di risveglio, di inconsueta coesione, risolvendo il problema del conflitto sociale con un approccio differente ed eretico.

Attualità di Oswald Spengler nella fase storica del tramonto della civiltà occidentale

17.11.2016

Possiamo quindi definire Spengler uno dei principali esponenti della Rivoluzione Conservatrice perché con la sua riflessione rifiutava le idee di progresso così diffuse nell’Europa del primo novecento grazie all’enorme produzione ed elaborazione culturale e concettuale sortita dall’Illuminismo, dalla rivoluzione industriale ed ovviamente dal positivismo e dal marxismo. Isolato dalla massa degli intellettuali del suo tempo, Spengler, grazie alla sua espressività, riuscì ad imporsi al grande pubblico ed influenzare i dibattiti dell’epoca lasciando in eredità ai posteri numerose analisi ed esempi che tutt’oggi sono oggetto di studio in quanto, nonostante il dominio del politicamente corretto, è opinione comune di molti che l’Occidente stia attraversando una profonda crisi d’identità e valori della quale a farne le spese è anche la stessa democrazia rappresentativa. Nell’era della turbo-finanza tornano alla mente le critiche di Spengler alla democrazia liberale colpevole a suo giudizio di essere al servizio e maschera di un solo padrone ovvero il denaro. Siamo forse giunti al “Tramonto dell’Occidente” così come lo conosciamo?