indipendentismo

Italia e India durante la Seconda Guerra Mondiale. Terza parte.

12.12.2016

Possiamo suddividere il movimento indipendentista indiano nel modo seguente: i gandhiani, che volevano utilizzare come strumento di lotta unicamente la non violenza per sabotare gli sforzi di guerra britannici, rimanendo però neutrali nel conflitto in corso; i membri del Congresso Indiano guidati da Nerhu e la Lega Musulmana di Mohammed Ali Jinnah che appoggiarono gli inglesi con la pretesa poi di decidere il destino futuro dell’India; Bose e i suoi che appoggiarono l’Asse con lo scopo di eliminare per sempre la presenza britannica dal subcontinente indiano. Questi ultimi collaborarono attivamente alla guerra costituendo, con l’assistenza dei paesi dell’Asse, unità militari che avrebbero dovuto combattere contro l’Inghilterra.

Italia e India durante la Seconda Guerra Mondiale. Prima parte

02.12.2016

Il caso dei due marò italiani, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, arrestati dalle autorità indiane il 19 febbraio 2012 dopo la morte di due pescatori indiani, Ajesh Binki e Valentine Jelastina (o Geslastine), avvenuta il 15 febbraio dello stesso anno è nota a tutti in Italia. Anche il prosieguo della vicenda è conosciuta grazie all’attenzione mediatica che si è sviluppata sin dall’inizio. La vicenda è molto sentita anche in India in quanto l’Italia viene percepita come Occidente, cioè come appartenente a quella serie di paesi, di ideologie e di religioni che hanno invaso, in un non troppo lontano passato, l’Oriente. Ciò che però è poco noto in entrambi i paesi è il rapporto stretto che si è venuto a creare tra il Bel Paese e l’india in chiave anti inglese.