Torniamo alla Politica!

14.01.2017

Giorni particolari quelli che vive la politica italiana negli ultimi tempi.

Sospesa tra un ex premier-fantasma ben nascosto dal clamore mediatico, ma costantemente operativo nel progettare il proprio rientro, i giri di valzer europei dei Cinque Stelle in nome di non si sa quale strategia se non quella, probabile, di provare a racimolare qualche spicciolo in più e l'attesa di sentenze da parte della Consulta Costituzionale che offrano alla classe politica l'alibi per continuare a non decidere in autonomia.

Ciò che dovrebbe far riflettere a lungo è proprio questo "non decidere" di quella che dovrebbe rappresentare la parte più importante della classe dirigente del Paese, ormai sempre più ammalata di "tatticite" e capace di dividersi su tutto.

Specchio probabilmente di un'Italia non più comunità e nella quale chi dovrebbe assumersi responsabilità abdica con costanza e leggerezza dal proprio importante ruolo.

Sparita la sostanza della responsabilità ciò che appare è un narcisismo ingiustificato dei vari gruppi di potere del Paese che, francamente, molto spesso oltre alla propria autorevolezza hanno perso del tutto anche i motivi per poter rivendicare la propria centralità nei settori che li vedono diversamente coinvolti e, teoricamente, leader.

Torniamo però alla classe politica: vi è davvero dignità nell'abdicare al proprio ruolo di guida e lasciare che tutto venga deciso e regolamentato dalla magistratura e dalla Consulta Costituzionale?

Siamo davvero arrivati al punto limite oltre il quale bisogna rassegnarsi al fatto che ogni spinta ideale e voglia di cambiamento debba essere consegnata, più o meno consapevolmente e più o meno in buona fede, alle strategie di arricchimento di un capocomico e del suo socio in affari titolare di un'azienda di consulenza?

Se la classe politica continua ad essere una rappresentazione del famoso asino di Buridano sciupando il grande patrimonio di energie, idealità ed esempi positivi che ogni giorno è possibile incontrare lontano dai riflettori, allora siamo giunti davvero all'alba di un futuro del quale è difficile immaginare colori e prospettive perchè a disegnarlo saranno appetiti violenti, misti ad ignoranza e, soprattutto, in una siffatta condizione di debolezza, i veri poteri forti avversari dei legittimi interessi nazionali avranno vita facile per continuare la loro certosina opera di destabilizzazione della nostra cara Italia.

Torniamo alla Politica!