Scelgo di difendere la Famiglia, la Vita, la Verità!

21.02.2017

Tutto lo schifo vomitevole e dannato di una parte purtroppo maggioritaria aggressiva e dannosa del mondo gay sta venendo finalmente a galla. Perversioni, droga, sesso libero e sfrenato, prostituzione, ricatto verso giovani costretti a prostituirsi se vogliono lavorare e, come se non bastasse, menzogne stanno qualificando la lobby gay fatta di personaggi infimi e pericolosi che succhiano come vampiri soldi pubblici dietro il pretesto dell'educazione alla diversità di genere.

In realtà, come dimostrato dalle Iene, utilizzano queste risorse per i loro porci e maledetti scopi. Perché dietro una richiesta di pubblico finanziamento si nasconde, come documentato, il vile scopo di fare business. Il business del sesso fatto a modo loro. Non per l'amore - come piagnucolando con la complicità della quasi totalità dei media, compreso quelli di Stato, cercano di farci credere facendosi dipingere come perseguitati ed emarginati - ma per lussuria. Non per diritto alla libertà, ma per obbligare tutti gli altri ad avere la stessa visione malata e deviata della vita.

Si, visione malata e deviata, lo ribadisco a chiare lettere e senza timore di essere in alcun modo smentito o censurato: VISIONE MALATA E DEVIATA DELLA VITA!

Una visione nefasta, pericolosa, inaccettabile non solo per chi si professa cristiano. Tutte le persone di buon senso si stanno rendendo conto della follia che c'è dietro questo modello di società, che pretendono di imporre ed in nome del quale si battono, fatto di arroganza e odio verso tutti coloro che dissentono; fatto di aggressione e di incitamento alla violenza, come quella perpetrata ogni volta a danno delle Sentinelle in piedi e delle loro pacifiche manifestazioni; fatto delle teorie sull'autodeterminazione dei corpi e dei sessi, che devono essere fluidi in nome di una filosofia umanicida che evira i corpi dei bambini già nella teoria, ancor prima che negli effetti di un farmaco o negli squarci sulla pelle lasciati da un bisturi; fatto di violenta menzogna, quella che raccontano nelle illustrazioni dei libri come Fatatrac o nelle storie teatrali come Fa'afafine; fatto di censura, come la legge bavaglio che porta il nome del suo democratico relatore Ivan Scalfarotto, deputato Pd, che vuole carcerare chi non la pensa come loro; fatto, infine, di violenza contro se stessi, come la violenza verso chi da omosessuale dissente sulla omogenitorialità e mal sopporta le carnevale orride dei pride.

Il Popolo della Famiglia lo dice da tempo: o capiamo, o moriamo. Capire cosa sta veramente accadendo, comprendere che non esiste mediazione, non c'è e non ci deve essere compromesso sui principi non negoziabili perché in gioco non c'è una manovra finanziaria, o un decreto in materia di fisco lavoro o previdenza sui quali il contendere, per quanto importante, è misurabile in termini di milioni di euro in più o in meno.

No, cari amici, qui non si tratta di questo.

Qui si tratta di capire quale società vogliamo veramente lasciare ai nostri figli. Se non comprendiamo questo, il passo successivo sarà la morte, non solo nostra, purtroppo. Se non capiamo, a morire con noi saranno le nostre speranze. Quelle di poter lasciare in eredità a loro, ai nostri figli, un pezzo di noi, un pezzo delle nostre culture, delle nostre tradizioni, delle nostre credenze.

La nostra storia, così ricca di significato perché traguarda, verso chi ci succederà, quello che siamo stati, che siamo e che saremo. Ma anche quello che eravamo attraverso la Storia che ci è stata data in eredità da chi ci ha preceduto. Per questo dobbiamo capire. Per questo, abbiamo l'obbligo di non mollare.

Il Popolo della Famiglia ha, prima di ogni altro, questo obbiettivo. Quello di farci capire chi eravamo, chi siamo e chi vogliamo continuare ad essere anche dopo, quando non ci saremo più, attraverso i nostri figli, le loro preziosissime vite e quelle dei loro figli.

Tutte vite che vanno difese adesso. Tutte battaglie che vanno combattute ora e non domani, quando sara' ormai tardi, troppo tardi.

Per questo abbiamo deciso di darci completamente a questa missione: difendere i nostri valori, scolpiti nella pietra ed inossidabili dinanzi alla deriva che sta conducendo l'umanità verso il baratro, verso il precipizio. Con le dimissioni del direttore dell'Unar oggi abbiamo vinto soltanto una battaglia. La guerra è ancora lunga. E non dobbiamo mai pensare di averla vinta. È a questo che siamo chiamati.

E a questa chiamata ognuno di noi ha risposto come doveva: SCELGO DI DIFENDERE LA FAMIGLIA, LA VITA, LA VERITÀ. SCELGO DI DIFENDERE LA STORIA. LA NOSTRA STORIA. IO SCELGO DI DIFENDERE LA MIA STORIA!