Moldova: il partito Nostru sosterrà il candidato filo-russo Dodon al secondo turno delle presidenziali

03.11.2016
Si delinea lo scenario politico moldavo a pochi giorni dal secondo turno elettorale previsto per il 13 novembre e il candidato socialista è ormai a un passo dalla vittoria.

A dieci giorni dal secondo turno delle votazioni attraverso cui sarà eletto il nuovo Presidente della Repubblica della Moldova, il primo con elezione diretta, vanno delineandosi i contorni dello scenario politico e l'elezione del candidato socialista Igor Dodon appare sempre più probabile.

Oggi, infatti, Dodon ha incassato l'appoggio del partito Nostru, il cui leader, Renato Usatii, ha comunicato la sua decisione attraverso un videomessaggio postato su facebook.

"Per me è una scelta difficile - ha detto - ma non posso sostenere Maia Sandu che è il candidato degli Stati Uniti. Oggi Igor Dodon è l'unico candidato del centro-sinistra, un candidato che ha assicurato che avvierà elezioni anticipate e che Vlad Plahotniuc lascierà il paese". Plahotniuc è un oligarca molto influente nel paese, da tempo su posizioni filo-occidentali, accusato di vari e gravi episodi di corruzione e di malaffare che lo hanno reso odioso ad un'ampia fetta della popolazione.

La decisione di Nostru potrebbe rivelarsi decisiva, dal momento che il suo candidato alla presidenza, Dumitru Ciubasenco, al primo turno aveva ottenuto il 6,1 per cento dei voti, piazzandosi al terzo posto.

Al primo turno Igor Dodon, leader del Partito Socialista Moldavo (PSRM) e filorusso, ha conseguito il 48,26 per cento dei voti, confermando le previsioni che lo vedevano in testa. La sua avversaria, la filo-europeista Maia Sandu, che guida il Partito Azione e Solidarietà (PAS), si è fermata al 38,42 per cento. A comprometterne le chance di vittoria ha contribuito il mancato sostegno alla sua candidatura di Iurie Leanca, leader del Partito popolare europeo della Moldova (PPEM).

Ex premier e strenuo difensore del percorso europeo della Moldova, Leanca non ha tuttavia ceduto alle pressioni della leadership dei popolari europei, che per bocca del presidente Joseph Daul avevano chiesto un suo ritiro dalla competizione elettorale a favore della Sandu".

A questo punto, anche se Dodon dovesse perdere un po' di voti in termini assoluti, grazie al sostegno di Nostru, difficilmente potrà scendere sotto il 50 per cento. La sua elezione determinerà un cambiamento radicale delle posizioni politiche a livello internazionale di Chisinau, su cui la presa dell'Unione Europea era stata fino ad oggi molto forte. Ma un successo pieno Dodon potrà conseguirlo soltanto se saprà contrastare efficacemente il fenomeno della corruzione che, da tempo, strangola l'economia moldava, pesando in modo ormai insopportabile sulla vita della gente.