L'Italia, l'UE e Trump

24.11.2016

DUGIN: Buongiorno sig. Salvini

SALVINI: Grazie, grazie per l’invito

DUGIN: Benvenuto a Mosca

SALVINI: Grazie

DUGIN: Per cominciare la nostra conversazione, mi piacerebbe sapere cosa pensa dell’elezione di Trump. Sappiano che lo ha incontrato a New York prima delle elezioni. E’ stato uno dei rari politici europei a farlo.

 
SALVINI: Si, una splendida notizia. Una lezione di democrazia, nel programma di Trump c’è  la fine delle guerre, dell’esportazione di democrazia in giro per il mondo, c’è un nuovo ruolo per la Nato, per l’Onu, ci sono buone relazioni con la Russia, c’è interesse a quello che accade negli Stati Uniti, una guerra all’immigrazione, la flat tax, quindi rispetto ai poteri forti della Clinton, che rappresentava le banche, la finanza, è una ventata di ossigeno che farà bene a tutti.

DUGIN: Cosa pensa possano essere le ripercussioni e che influenza avrà la vittoria di Trump sull’Europa in generale, sull’Unione Europea?

SALVINI: Questo, come il voto della Brexit di giugno, avrà un’influenza assolutamente positiva. I popoli si liberano. Dietro la Clinton, così come dietro l’Unione Europea di Junker, della Merkel, c’è  la grande finanza, ci sono alcuni poteri forti, ci sono le lobbies, non ci sono i cittadini, quindi il fatto che il sistema dei poteri forti abbia  perso negli Stati Uniti, nella più grande potenza mondiale,  a sua volta libererà energie anche in Europa. Ci sono a breve le elezioni presidenziali in Austria, l’anno prossimo le elezioni politiche  in Germania, in Olanda, le presidenziali in Francia, spero le elezioni politiche in Italia, quindi potrebbe cambiare il mondo, in un anno può cambiare il mondo.

DUGIN: E’ possibile che l’Unione Europea possa essere interamente smembrata?

SALVINI: L’Europa si sta già smontando in quanto è una costruzione artificiale, è una gabbia, è l’antitesi della democrazia, del lavoro, è una moneta evidentemente sbagliata, non è democraticamente rappresentativa, quindi i popoli si stanno riprendendo la loro sovranità.

DUGIN: Quale è stata la reazione della stampa italiana alla vittoria di Trump?

SALVINI: Divertentissima. Divertentissima, perché tutti erano schierati con la Clinton, tutti i giornali, le televisioni, tutte le radio, tutti gli intellettuali, i giornalisti, i sondaggisti, tutti. Cantanti, attori. E’ stato bellissimo, vuol dire che la gente è ancora libera, ragiona liberamente; adesso tutti si stanno domandando perché, che cosa sia successo, perche non sono riusciti a capirlo. Alcuni continuano con gli  insulti, dicendo che Trump é un razzista, fascista, xenofobo, omofobo, islamofobo etc. etc., però la gente comincia a capire.
DUGIN: Credo che sia stato importante il fatto che lei abbia incontrato personalmente Trump.

SALVINI: Si, sono stato l’unico. Era lo scorso mese di aprile, in Pennsylvania, c’erano 15 mila persone in campagna ad ascoltare Donald Trump, un pomeriggio di un giorno di lavoro, e lì capimmo che avrebbe vinto. Perché c’era il popolo, c’erano gli agricoltori, gli studenti , i manager, le mamme, gli operai. Mi attaccarono, ovviamente, come mi attaccarono in passato quando incontrai Putin, perché sono i dittatori, sono brutti, sono cattivi, mentre invece sono persone che portano libertà e speranza. Io sono stato l’unico leader politico italiano che ha osato farsi fotografare con Donand Trump.

DUGIN: La situazione mondiale attuale è molto interessante perché due poli, due estremi del mondo, Occidente e Oriente, hanno due leader forti. Questo è un esempio per l’Europa, perché anche l’Europa diventi forte e abbia un leader forte. Cosa prevede per il futuro dell’Italia e qual’é l’impatto dell’effetto Trump sull’Italia e sulla politica italiana?

SALVINI: L’Italia è sempre stata serva. Serva dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, ha fatto politica su dettatura di qualcun altro. Io conto sul fatto che gli italiani si liberino e tornino ad essere padroni del proprio destino. A breve ci sarà un referendum per la riforma della Costituzione, pessimo, con cui Renzi mette l’Unione Europea nella Costituzione italiana, con potere di vita e di morte. Per cui prima si deve bocciare quella riforma, poi si andrà a votare, sull’onda della sovranità, delle identità, anche perché alcuni temi etici, oltre ai temi economici, per esempio la visione della famiglia, l’importanza della religione, della tradizione, delle lingue, delle culture, mi sembra che stiano tornando attuali, anche grazie a molti giovani che se ne interessano. Quindi  o l’Europa e l’Italia ripartono anche da questo oppure non ripartono affatto.

DUGIN: Curioso anche il fatto che finora  siamo stati abituati a parlare dell’americanismo e di tutto ciò che è Americano in senso negativo. Oggi, invece, essere a favore dell’America quasi equivale ad essere a favore della Russia, di Putin. Questo è un cambiamento molto importante.

SALVINI: Si, è la cosa incredibile della sinistra, dei radical chic: quando governano loro, quello è un modello, quando perdono le elezioni,  gli Stati Uniti,allora, non sono più un modello, son tutti impazziti.

DUGIN: L’antiamericanismo diviene una cosa opposta.

SALVINI: Si. Infatti adesso quelli che protestano contro Trump sono i giovani per bene. Il bello della democrazia è che quando la gente vota, può essere in Crimea o può essere a New York, quello è il risultato. E’ quello che conta e basta.

DUGIN: Lei pensa che l’effetto Trump potrà influire sul referendum di dicembre in Italia?

SALVINI: Io penso che ogni popolo scelga per sé, però sicuramente il fatto che Trump abbia vinto contro tutto e contro tutti, contro i poteri forti, contro le banche...

DUGIN: Contro Soros

SALVINI: Si. Contro Soros, contro i finanziamenti dall’estero. Questo fatto anche agli italiani dice “torniamo padroni”. Cambio  la mia Costituzione. La Costituzione italiana in questo momento dice che la sovranità appartiene al popolo, sulla carta, mentre questa riforma dice ‘la sovranità appartiene al popolo e all’Unione Europea’. E no! La sovranità appartiene al popolo, punto!

DUGIN: Chiaramente. Questo à anche il senso del realismo di Putin e di Trump, sovranità e valore del ‘tutto’ e nessun può andare contro la sovranità altrui. Il valore principale à costituito dal popolo, sia nella Russia che negli Stati Uniti di Trump.

SALVINI: Nel caso italiano, poi, sovranità vuol dire riprendere il controllo sulla moneta. Noi abbiamo ceduto a Bruxelles una moneta come l’euro , che vale per 18 Stati con economie diverse, 18 storie diverse. Non ha senso, è un’esperienza fallita. Sovranità vuol dire tornare a controllare la moneta, i confini, le banche, il mare, la montagna, in altre parole l’intero Paese.

DUGIN: Come vede lei la situazione nella politica europea? La possibile  elezione di Hoffer, il futuro di Fronte Nazionale, questo gruppo nel Parlamento europeo. Dopo Trump molte cose cambieranno.

SALVINI: Dalla mia visita in Russia di tre anni fa quante cose sono cambiate. In meglio. Quante speranze, chi avrebbe pensato che la Gran Bretagna avrebbe votato la Brexit, dicendo No all’Unione Europea. Che Trump avrebbe sconfitto la Clinton. Che Marie Le Pen si sarebbe potuto giocare le elezioni  presidenziali in Francia, che anche nella stessa Germania crescesse Alternative fur Deutchland  che parla di sovranità all’interno. Avere un presidente della repubblica in Austria, della FO, del partito della libertà, alleato storico della Lega, sovranista, identitario, sarebbe importante. Il 2017  sull’onda della Brexit e delle elezioni di Trump può essere l’anno della svolta.

DUGIN: Una domanda particolare. La Lega Nord sta crescendo fortemente in Italia. Comunque la Lega è sempre stata considerata un partito del Nord, non di tutto il Paese. Qual’é l’attuale strategia del vostro partito al Sud di Italia?

SALVINI: Io sto girando l’Italia in lungo e largo, dal Nord al Sud . Prima di dicembre tornerò a Palermo, in Sicilia, perché la Lega nasce al Nord per rappresentare le battaglie e le istanze della Lombardia, del Veneto, del Piemonte, tuttavia,  in questo momento la battaglia à nazionale. Quindi la Lega si muove a livello nazionale, da Nord a Sud, perché le battaglie sull’immigrazione, sul lavoro, la difesa della famiglia, l‘identità, riguardano tutto il Paese. Rimaniamo tuttavia autonomisti, federalisti, per la libertà di scelta dei popoli. Sto Portando la Lega a far battaglie da Nord a Sud. Il 2017 sarà un anno di scommesse e di coraggio anche per noi.

DUGIN: Come può definire l’ideologia della Lega Nord, di questo rinascimento conservatore europeo e italiano?

SALVINI: Io ritengo superate le vecchie categorie di ‘destra’ e di ‘sinistra’. Ma anche le elezioni americane, le elezioni francesi, dicono che non c’è più la destra e la sinistra. Ci sono i globalisti senza radici e i sovranisti, che ci tengono all’idea del territorio, la storia, la cultura, la lingua. La Lega prende voti dagli operai e dagli imprenditori, dai ricchi e dai poveri, dai laureati e dai non laureati. Noi siamo per l’autonomia, il rispetto dei territori, l’ Italia è bella perche diversa, è molto lunga, ci sono 8 mila comuni, con 8 mila storie, 8 mila campanili, 8 mila santi diversi. Per questo noi puntiamo sulla sovranità a livello interno, sulla libertà di scelta, sulla tutela della famiglia come nucleo fondamentale della nostra società, sulla scommessa sui giovani, sull’innovazione e sul blocco dell’immigrazione clandestina, soprattutto islamica, che sta snaturando tantissime nostre città.

DUGIN: Ma anche giustizia sociale.

SALVINI: Assolutamente si. L’Europa ci ha imposto delle riforme del lavoro, delle pensioni, delle banche, che hanno portato l’ Italia al livello di arretratezza di 30 anni fa. Abbiamo una disoccupazione all’11,7 % .  In alcune regioni del Sud, come la Calabria, due ragazzi su tre non hanno lavoro. Ci sono un milione e mezzo di bambini sotto la soglia di povertà. Son dati che in Italia non si registravano da anni.

DUGIN: Credo che nella situazione attuale, dopo  Trump negli Stati Uniti, sia in Russia che in Europa vi sia la necessità di elaborare un’ideologia diversa, non di destra, non di sinistra. Il mio libro sulla quarta teoria politica è finalmente uscito in italiano. Penso che questo sia un invito ad immaginare una visione che vada al di là delle vecchie idee di sinistra e destra, superati dalla modernita’ europea.

SALVINI: Si, si. Anch’io ne sono assolutamente convinto. Il bello della Lega è che stiamo avvicinando tantissimi ragazzi, di 14- 15- 16 anni, che non dividono più il mondo fra comunisti, fascisti,  sinistra e destra, ma vogliono un lavoro, vogliono mettere su famiglia, sono orgogliosi della loro storia, della loro lingua, del passato dei loro padri, e quindi hanno voglia di radici, hanno voglia di identità. Nell’epoca di Sky, di Facebook, di Twitter, di Mac Donanld’s, questi giovani hanno voglia di cultura, territorio, di normalità, di serenità. E’ questa la svolta secondo me importante.

DUGIN: E’ anche molto importante definire il nuovo soggetto politico. Penso che il popolo possa divenire tale soggetto. Quindi non l’individuo, non le razze, ma il popolo. Il popolo come entità, come identità.

SALVINI: Infatti la campagna che sta portando avanti in Francia Marie Le Pen ha come slogan “In nome del popolo”. Come indirizzo, come missione. Sembrava superato, ma ormai l’antitesi è fra popoli e finanza, fra elite , sradicati e multinazionali, e quindi  lo slogan “In nome del popolo” può essere di spunto anche per noi.

DUGIN: Questo è molto importante, perche i liberali, i globalisti, ci accusano di essere populisti. Ma populismo sarà negativo per loro, ma è positivo per noi, perché populismo significa stare con il popolo, essere amici del popolo.

SALVINI: Io mi son fatto fare una T-shirt, che ogni tanto indosso, con la scritta “ Io sono un populista”. Così almeno mi autodenuncio con orgoglio.

DUGIN: E’ anche famosa la sua T-shirt con l’immagine di Putin.

SALVINI: Si, l’ho indossata nell’aula di Strasburgo del Parlamento Europeo, fra mille polemiche, ma con orgoglio.

DUGIN: Grazie mille, sig. Salvini per questa intervista. Noi sappiamo che lei è grande amico del popolo russo, del nostro Presidente, e questa amicizia è sicuramente reciproca.

SALVINI: Io sono interessato ad avere  buone relazioni. Oggi mi è capitato, prima di venire qua,  di incontrare un imprenditore di Roma, uno di Como, uno di Firenze, che vogliono lavorare perché c’è rispetto e stima reciproca, libertà di muoversi, libertà di commercio, libertà di impresa, libertà di conoscenza reciproca fra italiani e russi. Nel mio piccolo è questo avvicinamento che sto cercando di favorire  da tre anni.

DUGIN: Molte grazie anche per la sua lotta contro le sanzioni alla Russia.

SALVINI: Speriamo che siamo arrivati alla fine. E’ una follia. Così come il mancato riconoscimento della Crimea, soggetto autodeterminatosi come parte della Federazione Russa. E’ incredibile che gli organismi internazionali scelgano chi possa votare per l’autodeterminazione e chi non abbia questo diritto.

DUGIN: Grazie. Con un leader come lei possiamo sperare che  l’Italia divenga libera, sovrana e appartenga al popolo italiano.

SALVINI: Nel nome del popolo.

DUGIN: Nel nome del popolo. Grazie.