Le sanzioni cadranno dopo le elezioni USA, intanto l'Italia si avvicina alla Russia

13.06.2016

C'è grande attesa nel mondo economico, soprattutto quello italiano, per la seconda metà di giugno. Dal 16 al 18 l'Italia sarà ospite d'onore del Forum Economico di San Pietroburgo, con l'incontro fra Renzi e Putin, poi sarà la volta del vertice europeo dove si discuterà (forse, si spera) della rimozione delle sanzioni contro la Russia.

Il Prof. Antonio Fallico, Presidente dell'Associazione Conoscere Eurasia e Presidente di Banca Intesa Russia ha parlato con Sputnik-Italia del valore che ha il Forum di San Pietroburgo per l'Italia, per la prima volta scelta come paese-ospite d'onore :

- Lo SPIEF è ormai diventato un evento importante per sé. Si attendono circa 15 mila partecipanti, tra cui leader politici e dirigenti di grandi imprese, non solo dalla Russia ma da un centinaio di altri Paesi. L'Italia non soltanto è stata scelta come Paese ospite d'onore, ma sarà il primo Paese ospite d'onore in 20 anni della storia di questo Forum. Questo fatto e la presenza al Forum del Premier Matteo Renzi dimostrano l'interesse dell'Italia e della Russia a sviluppare i rapporti bilaterali e confermare un alto livello di fiducia reciproca anche nella presente delicata fase di tensioni geopolitiche, di sanzioni e controsanzioni. Sentiamo un entusiasmo crescente, da parte delle aziende italiane, per il mercato russo. Ne è testimone il fatto che non siamo in grado ormai di accogliere tutti i richiedenti nel nostro padiglione, "Italia in Russia", che allestiamo allo SPIEF con 22 aziende sponsor. Le richieste superano le sue possibilità. Il padiglione permetterà alle aziende italiane di presentare le loro potenzialità agli imprenditori russi ma anche di altri Paesi".

- Come sarà organizzato il lavoro della piattaforma di business "Italia in Russia"?

Il padiglione "Italia in Russia" sarà dedicato ai 5 cluster italiani attualmente di maggior interesse per l'economia russa: meccanica-alta tecnologia, energia, agro-industria, infrastrutture e finanza. Le aziende rappresentative di questi settori avranno la possibilità di incontrare e di firmare documenti strategici per le imprese di entrambi i Paesi. Il punto culminante sarà la tavola rotonda alla quale prenderanno parola il Premier Matteo Renzi, il Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, uno degli eminenti membri del Governo russo e dei dirigenti di alcune delle massime imprese russe e italiane. Anche questo importantissimo evento, come il padiglione, sono strutturati sul modello ‘business' e quindi fortemente orientati al matching tra le diverse aziende presenti".

- Durante lo SPIEF, al quale sono già accreditati circa 10 mila rappresentanti delle più importanti economie mondiali, ministri e manager delle più grandi compagnie internazionali, è prevista anche la firma di accordi bilaterali tra le imprese italiane e russe? Potrebbe fare qualche anticipazione?

Non vorrei parlare per le altre imprese italiane. Ma potrei dire, anticipando un po' gli eventi, che ci aspettiamo delle belle sorprese. Delle imprese italiane e russe dovrebbero firmare delle partnership e dei memorandum a lunga scadenza. Quanto alla Banca Intesa, noi firmeremo un accordo con la Regione di Rostov che ci permetterà di allargare le nostre attività nel Sud russo, una regione molto promettente, dove siamo presenti da 15 anni".

- Il premier italiano Matteo Renzi sarà l'unico capo di stato europeo ad essere presente al Forum economico di San Pietroburgo. Secondo il vice ministro degli Esteri russo ed ex ambasciatore in Italia Aleksej Meshkov, il viaggio del presidente del Consiglio sarà indirizzato anche a "correggere la situazione relativa al calo dell'interscambio". Che cosa, a Suo avviso, può o deve fare oggi l'Italia per rilanciare e mantenere i rapporti commerciali con la Russia, che in questo momento sta realizzando la politica di sostituzione delle importazioni?

-Il calo dell'interscambio è palese. Nel 2015 le esportazioni italiane verso la Russia sono calate da 11 miliardi di euro a 7 miliardi di euro e le forniture russe all'Italia da 21 miliardi di euro a 15 miliardi di euro. Le cause sono varie. Bisogna tenere conto della svalutazione del rublo e della volatilità dei cambi valutari che dipende, a sua volta, dalla caduta dei prezzi mondiali del petrolio. L'andamento dell'economia russa continua a dipenderne. Ma anche le sanzioni occidentali e controsanzioni russe vi hanno contribuito, in modo diretto e soprattutto indiretto. Anzi, il danno indiretto forse è il più pericoloso. Si vede minata la fiducia, anche tra gli imprenditori dei due Paesi. Questo danno è difficilmente valutabile. La presenza italiana a San Pietroburgo, la settimana prossima, avrà un'enorme importanza proprio per questo aspetto. Darà un segnale positivo al business.L'Italia può parteciparvi per sviluppare il proprio potenziale. Molto promettente è il settore agricolo e agroalimentare russo dove l'eccellenza italiana potrebbe dare il suo contributo e utilizzare le vaste prospettive che si aprono. Attrezzature, macchinari, tecnologie, finanziamento, produzione diretta, le possibilità sono praticamente infinite. Vi segnalo che, malgrado la contrazione del PIL in Russia dello 3,7% nel 2015, il settore agricolo è cresciuto del 2,5%. Il settore innovativo è un altro con grandi potenzialità per le aziende italiane".

- Pensa che il passaggio dal famoso meccanismo "Made in Italy" a "Made with Italy" potrebbe essere una soluzione efficace?

- Certamente. Gli imprenditori si devono adattare alle nuove condizioni economiche che si sono verificate per un lungo periodo. Se il rublo ha perso tanto valore e, come conseguenza, l'acquisto del Made in Italy è diventato in molti casi troppo costoso, bisogna passare alla produzione in Russia, per sfruttare il rublo debole per, magari, anche esportare una parte di questa produzione su mercati terzi e non soltanto venderla in Russia a dei prezzi concorrenziali. Da qui nasce il nuovo modello di cooperazione economica: dal "Made in Italy" al "Made with Italy". Questo cammino è lungo, bisogna cambiare le mentalità, ma alla fine della strada un sicuro successo aspetta coloro che la avranno percorsa".  

Renzi e Putin
 

- Quali aspettative nutre in vista dell'incontro tra Renzi e Putin che si svolgerà il 17 giugno?

- Spero che i due leader diano un messaggio positivo e che dimostrino che, malgrado un contesto internazionale difficile, l'Italia e la Russia continuano ad andare avanti, cerchino e trovino nuove forme di cooperazione". 

—  A giungo il Consiglio Ue dovrà votare per rinnovare le sanzioni contro Mosca. Negli ultimi mesi tre importanti regioni d'Italia, facendo riferimento agli enormi danni economici, hanno presentato le loro risoluzioni per la revoca delle sanzioni e il riconoscimento della Crimea. A suo avviso, la loro voce sarà sentita a Bruxelles?

- Non solo alcune regioni italiane, ma un numero crescente di Paesi dell'UE si pronunciano pubblicamente per la rimozione delle misure restrittive contro la Russia. Mercoledì il Senato francese ha votato una risoluzione che va in questo senso. Anche in Germania ci sono ormai dei vivi dibattiti su questo tema. La Baviera, il più importante Land tedesco, governato da uno dei partiti della maggioranza a Berlino, si schiera apertamente per ricucire i legami con la Russia. Sempre più politici europei si rendono conto che queste sanzioni sono controproduttive, non conseguono ai fini dichiarati, risultano nocive anche per coloro che le introducono. Ma, personalmente, penso che saranno prolungate, malgrado la crescente contestazione in molti Paesi dell'UE. Prima venivano prolungate in modo meccanico. Adesso dietro le porte chiuse, a Bruxelles, si svolgono delle discussioni accese per trovare un nuovo consenso. Ma prima delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti non credo realistico aspettarsi una rimozione delle sanzioni".

fonte : it.sputniknews.com