L'Avo primordiale vive dentro di noi

01.12.2016
Il Culto dei Lari e dei Penati ci avvicina alla conoscenza.

Il primo e necessario superamento della coscienza "orizzontale", che ci porta ad un livello di comprensione superiore, è determinato dalla percezione della nostra singola esistenza quale una lunga linea che precede e continua indipendentemente dalla nostra nascita e morte.

Il cammino della conoscenza, ovunque esso ci porti, parte da questa consapevolezza: dentro di noi agisce il Genio individuale, che è parte ed espressione del Genio della stirpe e della famiglia celeste, le nostre radici invisibili, che preesistono, e, incarnandosi in forma terrena, "riconoscono" la propria proiezione umana.

La famiglia terrena accoglie le anime che già nel sovramondo appartengono ad essa.

Il Culto dei Penati e dei Lari, costituisce l'istituzione familiare: senza di esso la famiglia non ha funzione sacra, ma sopravvivenza biologico-naturalista. Senza i Fuochi familiari non esisterebbe il Fuoco di Vesta Madre, che li rappresenta e che da essi ha ricevuto la sua sovranità.

Quando parliamo di iniziazione, termine che indica un principio, un avvio di conoscenza, oltre che il riconoscimento di raggiunte consapevolezze interiori profonde, parliamo anche di un inizio, un punto di partenza che ci porta oltre la nebbia terrena, facendoci approdare nella dimensione luminosa.

Non può esservi dunque nessuna iniziazione che ignori questo principio e trascuri questo culto.

Lì, dove tutto è essenziale, mondo inesprimibile, esistono, da prima della nostra nascita e dopo la nostra morte, gli spiriti dei nostri Antenati, che durante la vita noi teniamo con cura dentro il nostro tempio familiare, la casa, affidandola al Pater Familias Sacerdote supremo, ed alla sua sposa sacerdotessa, la Regina della Famiglia e Madre custode del focolare (focus-lares).

Vivendo con noi ed attorno a noi, grazie alla custodia perenne del Fuoco familiare, che essi dall'invisibile "riconoscono", la nostra vita quotidiana sarà per sempre collegata alle forze invisibili del nostro lignaggio.

Non ci doneranno solo protezione e tutela, ma anche la sensazione, la precisa percezione, che noi siamo parte di una spirale eterna, nella quale vivono i nostri nonni e gli Avi non conosciuti, ma che portiamo nel sangue, e tutti coloro i quali appartengono spiritualmente alla nostra essenza.

Oltre questa consapevolezza, da esercitare attraverso le liturgie familiare; oltre questa iniziazione, esiste la possibilità di raggiungere ulteriori vette della comprensione dell'immanifesto.

Ma senza di essa, parlare di iniziazione, pretendere di procedere verso la conoscenza superiore partendo da una vita profana, manchevole persino del principio primo della vita, della nostra vita spirituale, significa affidarsi ad una ideologia, dai tratti profani, che non ci condurrà a nulla. Perchè quando l'intento ci porta ad abbandonare l'Io storico per scoprire il nostro Sé che dorme dentro di noi, ebbene dovremmo sapere che il Sé è il nostro Avo primordiale.

Ad attenderci, dopo la nostra dipartita terrena, non vi saranno filosofi o "iniziati". Saremo accolti dal banchetto degli Antenati, dove incontreremo nostro nonno bambino che ci sorride, comprendendo che, in terra, eravamo portatori dello stesso sangue.

La nostra storia Patria inizia con un guerriero-sacerdote che porta sulle spalle suo padre, e per mano il giovane figlio. Nella sacca a tracollo custodisce i simboli dei Lari.

Comprendere il "mistero" di questo legame, ci apre le porte ad ogni altra conoscenza superiore.