Il candidato presidenziale libertario stette al gioco nelle mani dei neoconservatori

Negli Stati Uniti è determinato il nome del primo candidato presidenziale ufficiale. E’ diventato il rappresentante del Libertarian Party, Harry Johnson, ex governatore del New Mexico. La candidatura di Johnson è stata selezionata al congresso del partito a Orlando, Florida. Si prevede che il libertario agirà come una "terza forza" che cercherà di tirare la parte dei voti conservatori da Donald Trump, quindi ha giocato per il più probabile candidato dei democratici - Hillary Clinton.

Il fattore libertario in questa elezione

Il partito libertario sostiene la minimizzazione delle funzioni dello Stato nella politica interna, il rifiuto di interventismo in politica estera, i tagli fiscali e il commercio internazionale libero. L’ideologia libertaria, soprattutto in campo economico, più vicino ai repubblicani che ai democratici, in modo che siano disegnati su una parte dell'elettorato repubblicano. Anche se la possibilità del Johnson di essere eletto presidente è molto piccola, esso può avere un'influenza decisiva sul risultato dell’elezioni. Il fatto che nelle condizioni dell’ acuta lotta pre-elettorale tra Hillary Clinton e Donald Trump, meno di uno per cento dei voti può portare la vittoria a uno o un altro candidato negli Stati chiave e, di conseguenza, i voti elettorali da quello stato.

Perché neoconservatori vogliano la "terza forza"?

I sostenitori più accesi della comparsa nella corsa presidenziale della "terza forza", che avrebbe preso la parte dei voti di Donald Trump, sono i neoconservatori americani. I sostenitori dell’egemonia degli Stati Uniti e la politica estera aggressiva hanno fatto affidamento su Hillary Clinton. Ironia della sorte, l'estensione di Johnson, che agisce con le idee diametralmente opposte, gioca a favore dei neoconi. La pubblicista neoconservatore William Kristol ha riferito che presto ci sarà un candidato indipendente per il quale lui aveva le grandi speranze. Molto probabilmente che non si parla di Johnson, ma di un altro candidato, che proverà a tirare alcuni voti dei repubblicani.